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lunedì 11 gennaio 2010

A Trieste, nel cuore ebraico della città - parte 2


Riprendiamo il percorso attraverso il cuore ebraico di Trieste da dove eravamo rimasti ieri, dal Caffè San Marco.
Procedendo lungo via Cesare Battisti, dopo aver oltrepassato Piazza S. Giovanni e via Imbriani, si raggiunge Corso Italia, nei cui pressi è ancora possibile ammirare numerosi edifici di grande interesse. Sulla sinistra si trova via del Monte, uno dei luoghi più suggestivi e importanti per la vita della comunità ebraica locale. Resa celebre dai racconti di Umberto Saba, si racconta che nel 1446 sulla sua sommità sorgesse l’antico cimitero ebraico. Ai civici 3 e 5 si ergeva invece la Scola Vivante, una delle sinagoghe più antiche della cittadina friulana, dove veniva praticato il rito spagnolo.

Oggi, al numero 5, l’antica scola è stata sostituita invece dal "Museo Carlo e Vera Wagner”, il museo della comunità ebraica. Al suo interno è possibile approfondire la storia e la vita sociale degli ebrei a Trieste, e ammirare la piccola sinagoga di rito ashkenazita-polacco, che ancora viene utilizzata per sporadiche celebrazioni.

Scendendo da Via del Monte verso Piazza Benco si incontra la Casa Vivante, un grande palazzo di origine settecentesca che la comunità utilizzò come scuola fino al 1851. Poco lontano, risalendo verso Corso Italia al numero 9, si erge Palazzo Hierschel de Minerbi, un imponente edificio neoclassico che prende nome dal ricco commerciante ebreo che lo fece costruire nel 1833. Dirimpetto impossibile non ammirare l’elegante palazzo della famiglia Treves, la stessa dai quali discendono i fondatori dell’omonima casa editrice.

Terminata la passeggiata nel centro storico si può fare una comoda pausa al vicino Caffè Tommaseo, in via del Canale Piccolo. Il Tommaseo, costruito nel 1830 dal padovano Tommaso Marcato, è più antico caffè triestino, e ancora oggi al suo interno è possibile sentir riecheggiare le memorie storiche e letterarie della città. Situato in quella che una volta veniva chiamata Piazza dei Negozianti, esso fu infatti il principale ritrovo di artisti e scrittori e punto d’incontro degli uomini politici e d’affari.

Dopo la pausa, il percorso prosegue all’esterno del centro storico, verso uno dei luoghi più tragici della storia triestina e italiana. Si tratta della Risiera di San Sabba, così chiamata perché creata all’interno di un vecchio stabilimento per la pilatura del riso. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale questo stabilimento vene utilizzato come campo si stermino e internamento degli ebrei.

Il cammino si chiude con la visita al cimitero ebraico, sorto nel 1843 per sostituire l’antico cimitero di via del Monte. Al suo interno si trovano le tombe delle più importanti famiglie ebraiche triestine, tra i quali proprio i Morpurgo dell’omonimo museo di via Imbriani.

domenica 10 gennaio 2010

A Trieste, nel cuore ebraico della città - parte 1

Di recente una classifica de “Il Sole 24 ore” l’ha incoronata la città con la qualità della vita più alta d’Italia. Ma Trieste, oltre a essere nota per la sua vivibilità, è soprattutto un centro cittadino dai mille volti affascinanti, ricco di testimonianze storiche e monumenti di grande valore.

Uno degli aspetti meno conosciuti della città, ma molto suggestivo, è il suo cuore ebraico. La presenza della comunità ebraica a Trieste, una delle più importanti d’Italia, è attestata fin da tempi lontanissimi, a partire dal 1236.

A cominciare dal ghetto, che si estende a pochi passi dal palazzo della Borsa e dalla Piazza Unità, in un luogo simbolo di Trieste, a simboleggiare l’importanza del ruolo economico che la comunità aveva raggiunto.

La storia narra che il ghetto nacque come un compromesso tra il Comune della città e il delegato dell’Impero Austriaco, le due entità che allora si spartivano il potere su Trieste, per limitare l’evoluzione economica dei commercianti ebrei. In un primo tempo esso fu costruito in uno spazio piuttosto circoscritto, in quello che prese poi il nome di ghetto di Trauner, il cosidetto ghetto vecchio, un luogo angusto e piccolo. Esso ben presto venne però sostituito con il più ampio ghetto di Riborgo, del quale oggi rimane ben poco, a causa dell’imponente opera di risanamento cui la zona venne sottoposta nel corso degli Anni Trenta.

L’antico ghetto conteneva al suo interno ben quattro sinagoghe, o scole, delle quali oggi non rimane più traccia. Al contrario è ancora possibile ammirare la Sinagoga di via San Francesco, costruita nel 1912, progettata dagli architetti Ruggero e Arduino Berlam.

Al suo interno sono custoditi ricchi mosaici e fregi, oltre agli argenti rituali salvati dalle razzie della seconda guerra mondiale.

Poco ontano dalla Sinagoga, in via Battisti18, si trova un altro luogo simbolo della comunità ebraica, il Caffè San Marco. Da sempre frequentato anche dal pubblico ebraico, il caffè è stato una delle mete preferite di molti intellettuali triestini, tra i quali lo scrittore Claudio Magris, che ancora oggi si può incontrare seduto ai tavoli dell’antico caffè.



Informazioni e orari:

La Sinagoga di Via San Francesco è aperta al pubblico per visite guidate, a pagamento, ogni domenica alle ore 10.00 - 11.00 - 12.oo e ogni giovedì pomeriggio alle ore 15.30 - 16.30 - 17.30.

Info: visiteinsinagoga@triestebraica.it